Le parole sono stanche di dover chiamare. Di dover conoscere e definire. Di essere messe su tutto. Sui fiori e sulle stelle, sulle emozioni e sui tramonti. Di dover dire ogni volta buongiorno, buonasera e come stai e aspettare una risposta che non sarà mai quella che uno vorrebbe esprimere.
Le parole ci chiedono di fare silenzio. Di guardarci negli occhi. Di provare a usare alfabeti diversi. Respiri, gesti, sguardi. Le parole ci chiedono di essere usate solo quando è davvero necessario.
Fabrizio Caramagna

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